A cosa siamo arrivati?

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A cosa siamo arrivati? Ce ne stiamo rendendo conto? A cosa siamo arrivati? Nemmeno più un caffè in un autogrill? Nemmeno questo? Una rissa fra due macchine, partite per vedere due partite diverse! Assurdo! Non penso ci siano altre parole per descrivere questa situazione, se non “assurdo”! E’ passato meno di un anno dal “triste” (è sufficiente questa parola?), episodio di Catania, dove perse la vita l’ispettore Filippo Raciti, durante dei violenti scontri davanti allo stadio. Faccio presente che era febbraio ed ora siamo solo all’inizio di novembre. Non era una tifoseria organizzata, d’accordo4daba08cbe895011625e6a370ee2e80e.jpg; non eravamo allo stadio, d’accordo. Ma la reazione, quasi in tempo reale quale è stata? Sospendere la partita e rimandare le altre di dieci minuti. Accidenti! Ci vuole coraggio per prendere decisioni del genere! E i tifosi? Ah beh, da loro un comportamento esemplare: si sono uniti, anche se non erano gemellati, per dare addosso alle forze dell’ordine, colpevoli di avere ucciso un ragazzo. Bene, se questa è la civiltà che c’è in Italia, penso che sia necessario prendere delle misure rigide, inflessibili, che minino le libertà del tifoso. Chiudere gli stadi ai tifosi in trasferta, come primo passo; e se questo non fosse abbastanza, insistere: chiudere gli impianti al tifo fino alla fine dell’anno, inasprimento delle pene, fine di questa industria che, come ha saggiamente detto qualcuno, “non è più uno sport”. Non lo è, ormai da anni. Perchè in Inghilterra non è così? Gli inglesi sono più furbi? Ditemelo voi.

Ciao a tutti                                                                                               Dario

A cosa siamo arrivati?ultima modifica: 2007-11-11T18:26:45+00:00da dario_loki
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9 pensieri su “A cosa siamo arrivati?

  1. Sacrosante parole, Dario. La penso esattamente come te!
    Sono enormemente dispiaciuto della morte di un tifoso, ma se questi imbecilli, invece di fare risse per le solite cretinate sulla squadra opposta si limitassero a tifare pacificamente la propria squadra, non servirebbe intervenire alle forze dell’ordine che per forza devono agire aggressivamente.
    Poi cosa hanno fatto i “tifosi” dopo la morte del loro “collega”? Si sono accaniti facendo danni dentro e fuori lo stadio. Questa è la prova che dà sempre ragione alle forze dell’ordine!!! Michele

  2. il fatto e’ ke si fanno sempre due pesi e due misure

    Il mondo e’ pieno di falsita’

    Da sempre ….Noi semplici viviamo solo per ingrassare i potenti….ma attenzione noi semplici tutti uniti siamo una potenza al loro cospetto

    Vogliamo svegliarci una volta per tutte? e allora facciamoci sentire, ma tutti uniti, con proteste e prese di posizione ke non si limitino ad un solo inutile giorno. Claudio di Catania.

  3. Volendo fare un ulteriore commento, ci terrei a dire che il fatto che un poliziotto abbia, accidentalmente o meno, ucciso una persona, non giustifica, nella maniera più assoluta, nessuno a fare quelle sommosse, che rappresentano la vergogna di questo paese!

  4. Io penso invece che il tifoso c’entri. E c’entra perchè se una persona si sente autorizzata a fare quelle azioni diterrorismo contro strutture, edifici e persone, è evidente che c’è un problema di fondo. Il fatto che ci si rivolga sempre alla polizia con frasi ingiuriose e offensive (nonchè minacciose), oltre che a delegittimare le forza dell’ordine, contribuiscono anche alla formazione di nuovi proseliti della violenza. Per fare un esempio, mio cugino (anni 9), l’altro giorno cantava in giardino un coro contro la polizia mentre si picchiava con un albero. E lui va allo stadio solo da un anno…

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